La mano invisibile del mercato dei dati

La macchina della Silicon Valley ha mosso ieri il suo passo più importante contro il governo americano, colpevole di raccogliere dati sensibili a strascico nella rete e di “mettere in pericolo le libertà di cui tutti godiamo”. Apple, Google, Microsoft, Facebook, Yahoo, LinkedIn, Twitter e Aol hanno canalizzato malumori e divergenze filosofiche emerse con le rivelazioni di Edward Snowden in una lettera aperta a Barack Obama e al Congresso.
15 AGO 20
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La macchina della Silicon Valley ha mosso ieri il suo passo più importante contro il governo americano, colpevole di raccogliere dati sensibili a strascico nella rete e di “mettere in pericolo le libertà di cui tutti godiamo”. Apple, Google, Microsoft, Facebook, Yahoo, LinkedIn, Twitter e Aol hanno canalizzato malumori e divergenze filosofiche emerse con le rivelazioni di Edward Snowden in una lettera aperta a Barack Obama e al Congresso. Chiedono di riformare le leggi che regolano la sorveglianza dei dati secondo cinque principi: il governo dovrebbe limitare la raccolta di informazioni a indagini circostanziate, dovrebbe rendere trasparente l’operato delle agenzie come la Nsa, pubblicare le richieste di “aiuto” che invia alle compagnie tecnologiche ed evitare di filtrare il flusso di informazioni fra stati. Infine, occorre che la nuova architettura legale sia approvata a livello internazionale. La richiesta discende dalla solita rappresentazione manichea della realtà internettiana: da una parte ci sono aziende che propagano strumenti di libertà secondo il principio “don’t do evil”; dall’altra c’è il governo orwelliano che raccoglie informazioni su centinaia di milioni di innocenti. Non si tratta però di una battaglia pura per i diritti civili degli utenti, quanto di una competizione per il monopolio dei dati, il vero tesoro dell’èra digitale. La Nsa è un competitor tentacolare in questa corsa ad accaparrarsi informazioni che vengono poi convertite in denaro, e i giganti della Silicon Valley non vogliono certo perdere l’occasione per mutilarlo facendo leva sul moto di disgusto popolare verso le intrusioni di Washington nelle vite degli altri.